LO SPAZIO DELL'EDUCAZIONE
Sabato 18 ottobre 15:00 / 18:00
O
Domenica 19 ottobre 9:00 / 12:00
GRUPPO TEMATICO 1
TUTTINTORNO ALLO SPAZIO GIALLO
Uno spazio integrato socio-educativo di accoglienza dei bambini che si preparano al colloquio col genitore detenuto.
Lia Sacerdote
Associazione BAMBINISENZASBARRE
Milano
“
Bambinisenzasbarre” nasce come gruppo nel 1997
dall’Associazione Cuminetti presente in carcere con attività culturali,
nel 2002 si costituisce in associazione senza scopo di lucro con il
sostegno della
Fondazione olandese Bernard van Leer, (impegnata dal 1949 nel sostegno di attività che promuovono lo sviluppo della prima infanzia in 40 Paesi).
E’ presente nelle carceri milanesi di San Vittore, Bollate e Opera e sul territorio come agenzia psicopedagogica specializzata.

Lo Spazio Giallo di Bambinisenzasbarre nel carcere di Opera - foto di Attilio Rossetti
Bambinisenzasbarre è un’associazione con sede a Milano, da 10 anni
impegnata in Italia in ambito penitenziario nei processi di sostegno
psicopedagogico alla genitorialità in carcere con un’attenzione
particolare ai figli, colpiti dall’esperienza di detenzione di uno o
entrambi i genitori.
Fa parte della Rete Europea per i figli di genitori detenuti Children Of Prisoners Europe
(COPE, ex EUROCHIPS) con sede a Parigi, fondata nel 2000 con il
sostegno della Fondazione olandese Bernard van Leer, per sensibilizzare
sulla realtà dei bambini separati dai propri genitori detenuti e
collegare le realtà impegnate su questo tema in Europa.
Attualmente la Rete è presente in Italia (con Bambinisenzasbarre che è
nel Consiglio direttivo), in Belgio, Croazia, Francia, Germania, Gran
Bretagna, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia, Olanda, Polonia, Scozia,
Spagna, Svezia, Svizzera.
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La missione di Bambinisenzasbarre promuovere il
mantenimento della relazione figlio genitore durante la detenzione e
sensibilizzare la società civile perché si faccia carico dei diritti
umani, sanciti dalle convenzioni internazionali, in favore dei minori
separati dai propri genitori detenuti, affinché il diritto alla
genitorialità venga garantito, culturalmente assimilato e reso parte del
sistema valoriale.
Il carcere è il luogo in cui è maggiormente necessario tutelare
questo diritto per contrastare le possibili conseguenze dovute alla
interruzione dei legami affettivi, dannose anche per la comunità, che
vede, come statisticamente provato, aumentare i casi di detenzione nelle
biografie dei figli di genitori detenuti, incrementare fenomeni di
abbandono scolastico, devianza giovanile, disoccupazione, illegalità,
disagio sociale.
Un intervento di sostegno e accompagnamento della relazione
genitoriale durante l’esperienza della carcerazione si configura quindi
come intervento di prevenzione sociale.
E’ un intervento che si rivela duplice in termini di prevenzione:
aiuta a prevenire le difficoltà emozionali e relazionali del bambino e
il loro effetto negativo sul suo sviluppo psicoaffettivo e aiuta il
genitore a conservare e continuare a svolgere il suo ruolo genitoriale.
L’associazione è presente nelle carceri milanesi con i suoi
interventi, diventati negli anni laboratori permanenti e osservatorio di
buone pratiche, e sul territorio nazionale (Rete Relais Itala) come
agenzia psicopedagogica specializzata e di formazione.
L’associazione ha infatti affrontato il tema della relazione
figli-genitori detenuti impegnandosi in attività operative che potessero
dare una risposta concreta alle richieste di aiuto dentro e fuori dal
carcere, provenienti dai genitori detenuti e dalle loro famiglie.
Tutte le azioni vengono programmate a partire dai “punti di ascolto
sulla genitorialità in carcere” dove, attraverso colloqui individuali di
sostegno psicologico, viene favorito un processo di consapevolezza su
vari aspetti della relazione genitore-figlio e sui diritti e doveri
dell’essere genitore.
I “laboratori sulla maternità” e i “laboratori sulla paternità”
presso le carceri sono strumenti formativi e di informazione per i
genitori detenuti e rappresentano un “osservatorio esperienziale” che
alimenta una ricerca/mappatura permanente sulla genitorialità, che cerca
di integrare gli aspetti della pratica con le conoscenze
psicopedagogiche applicate all’ambito penitenziario.
Lo “Spazio Giallo”, spazio
integrato socioeducativo di accoglienza dei bambini che si preparano al
colloquio con il genitore detenuto, si è rivelato uno strumento
decisivo di collegamento col territorio e di intercettazione e
prevenzione di situazioni di disagio e di fragilità sociale. |
www.bambinisenzasbarre.org